Partorire all’Ospedale Internazionale. C’è un reparto, all’Ospedale Internazionale di Napoli, quello di Ostetricia e Ginecologia, dove non nascono solo i bambini. Nascono anche le mamme, giorno dopo giorno, dal momento in cui scoprono di avere dentro una nuova vita.
È una trasformazione globale, un viaggio che inizia fuori, nel mondo, ma anche in ospedale: visite, controlli, corsi, incontri, abbracci. E poi la gioia. Quella vera, insostituibile, di un figlio.
All’Ospedale Internazionale di Napoli, del Gruppo Nefrocenter, questo viaggio prende forma in un luogo che sembra fatto apposta per accompagnare la nascita delle emozioni. Non solo quella del bambino, ma anche quella della mamma.
Un posto protettivo per mamma e bambino
Quando si scopre di aspettare un bambino, scatta un meccanismo di protezione che punta alla salvaguardia della mamma e del piccolo. Si cerca il miglior ginecologo, la migliore ostetrica, il miglior luogo in cui far nascere il proprio figlio.
All’Ospedale Internazionale senti subito qualcosa: una calma diversa, una gentilezza che non è di facciata, un’attenzione che non pesa ma conforta.
Il corridoio che porta verso le sale travaglio è silenzioso, rispettoso, come se sapesse di trovarsi nel punto esatto in cui tante donne stanno diventando madri, percorrendo quei metri che non dimenticheranno mai. È lì che la neomamma capisce che non sarà sola: ogni volto incontrato sorride con discrezione, ogni spiegazione è chiara e mai frettolosa.
Il corso pre-parto: cinque incontri che cambiano il modo di aspettare
Il viaggio ha una valigia di curiosità che si svuota nel corso pre-parto: cinque incontri che diventano un appuntamento fisso tra paure raccontate sottovoce, mani che si sfiorano per la prima volta e quella complicità che nasce quando più donne, insieme ai loro partner – protagonisti al pari delle future mamme – aspettano qualcosa di grande.
Un’infermiera pediatrica insegna come tenere un bambino, come riconoscere il suo pianto, come ascoltare i segnali che non dice ma mostra. Le ostetriche raccontano il travaglio come nessuno: non come un dolore da temere, ma come un passaggio da attraversare. Un ponte, dicono, che porta dall’altra parte, dove si esce in due.
Le mamme imparano a respirare insieme, a muoversi, a lasciarsi andare. E piano piano si accorgono che sì, quel momento che sembrava così spaventoso può diventare un’esperienza di forza, di amore, perfino di bellezza.
Le sale travaglio: tutti i comfort per la mamma
Quando arriva il giorno, la mamma entra in una delle tre sale travaglio dell’Ospedale Internazionale. Sembrano stanze speciali, dove nulla è lasciato al caso.
Qui ogni donna può scegliere come vivere il suo momento: dal colore delle luci alla musica che la fa sentire più forte. Può avere accanto la persona che ama e può scegliere la posizione più comoda, senza vincoli.
Il cellulare si collega al bluetooth, oppure si inserisce una chiavetta con la playlist preparata per quel giorno. Le canzoni della sua vita scorrono mentre la cosa più bella e delicata del mondo sta accadendo, servita dalla dolcezza e dalla professionalità del personale. La luce può diventare rosa tenue o blu, e quella stanza smette di sembrare una sala ospedaliera: diventa il suo spazio, il suo nido.
C’è anche una sala con la vasca per il travaglio e il parto in acqua. Alcune donne si lasciano avvolgere dal calore, che alleggerisce la schiena e rende il dolore più sopportabile, più umano.
Chi vuole può scegliere la birthing ball, una grande palla gonfiabile che allevia il mal di schiena, riduce la pressione e aumenta la mobilità del bacino. La produzione di endorfine fa percepire meno il dolore, e la palla diventa spesso più comoda del letto.
Le ostetriche non impongono, non guidano con rigidità: accompagnano. Sanno quando restare un passo indietro e quando avvicinarsi. Sanno guardare negli occhi e dire, senza parlare, “ci siamo”.
Il miracolo del piccolo vagito
Il momento della nascita arriva come un’onda: cresce, travolge, si placa. E subito dopo c’è il silenzio che si riempie del primo pianto. La mamma lo sente e qualcosa dentro si apre. Dolore, paura, fatica svaniscono.
All’Ospedale Internazionale questo momento non viene interrotto. La mamma resta due ore con il suo bambino sul petto. È un tempo lento, sacro: si chiama bonding. È un respiro condiviso, pelle che riconosce pelle, calore umano che passa da un corpo all’altro. Il bambino cerca il seno quasi da solo. La mamma lo guarda e gli parla piano. E quello è il momento esatto in cui nasce davvero: non solo lui, ma anche lei.
Partorire all’Ospedale Internazionale, un’attenzione continua
Il viaggio non finisce in sala parto. Continua nei giorni successivi, tra le stanze dove le mamme imparano a conoscere i loro bambini, tra consulenze che rassicurano e piccoli gesti che fanno la differenza. Qui ogni domanda trova risposta, ogni dubbio viene accolto, ogni insicurezza ha il tempo di respirare.
Il viaggio di una vita
La maternità non è un percorso semplice. È un viaggio che spaventa e incanta, che stanca e riempie il cuore. E poterlo vivere in un ambiente che accoglie, ascolta e rispetta rende tutto diverso. Partorire all’Ospedale Internazionale del Gruppo Nefrocenter significa che ogni mamma può scegliere come affrontare il suo momento, vivere il travaglio in libertà ed essere protagonista della propria nascita e di quella del suo bambino. Ed è così che, in questo luogo, ogni giorno si ripete lo stesso miracolo: donne che diventano madri e bambini che entrano nel mondo nel modo più dolce possibile.

