Ipotensione in estate, come si manifesta e come combatterla. Nefrocenter da sempre è in prima linea nella prevenzione. E pur non trattandosi di una vera e propria malattia, è importante affrontare il disturbo per evitare di rovinarsi le vacanze o delle giornate di svago. Un disturbo che condiziona anche chi lavora d’estate e non ha la possibilità di svolgere il proprio incarico in luoghi nei quali l’aria è condizionata.
Ipotensione in estate, cosa accade
L’ipotensione in estate è uno dei disturbi più frequenti durante i mesi caldi. Con l’aumento delle temperature, infatti, molte persone sperimentano improvvisi cali della pressione arteriosa accompagnati da debolezza, vertigini, senso di svenimento e affaticamento. Nella maggior parte dei casi non si tratta di una vera e propria malattia, ma di una condizione che può compromettere la qualità della vita e, se trascurata, aumentare il rischio di cadute e incidenti.
Al mare, in montagna, durante una passeggiata o persino sul posto di lavoro, soprattutto per chi svolge attività all’aperto o in ambienti non climatizzati, un episodio di ipotensione in estate può trasformare una normale giornata in un momento di grande difficoltà.
Da sempre il Gruppo NefroCenter è impegnato nella prevenzione delle patologie e dei disturbi legati al caldo estivo, promuovendo corretti stili di vita e una maggiore attenzione ai segnali che il nostro organismo ci invia.
I sintomi del disturbo da ipotensione in estate
L’ipotensione in estate può manifestarsi in modo graduale oppure comparire improvvisamente.
Uno dei primi segnali è una sensazione di debolezza generale accompagnata da stanchezza anche dopo piccoli sforzi.
Molte persone riferiscono inoltre:
- capogiri;
- vertigini;
- vista offuscata o annebbiata;
- nausea;
- difficoltà di concentrazione;
- sudorazione fredda;
- senso di instabilità;
- gambe pesanti o prive di forza.
Nei casi più marcati può verificarsi la sincope, ovvero una perdita temporanea di coscienza dovuta alla riduzione del flusso sanguigno diretto al cervello.
Il rischio principale non è tanto lo svenimento in sé, quanto le possibili conseguenze di una caduta accidentale.
Per questo motivo i sintomi non devono mai essere sottovalutati, soprattutto negli anziani.
Cosa fare se si soffre di ipotensione in estate
La prima regola è prevenire la disidratazione.
Bere regolarmente durante tutta la giornata permette di mantenere un corretto volume di sangue e aiuta l’organismo a contrastare il naturale abbassamento della pressione dovuto al caldo.
In assenza di particolari controindicazioni mediche è consigliabile assumere acqua con regolarità anche quando non si avverte sete.
Durante le giornate più calde può essere utile reintegrare anche i sali minerali persi con la sudorazione attraverso integratori specifici o bevande formulate per il recupero elettrolitico.
Anche spremute fresche e succhi di frutta senza zuccheri aggiunti possono rappresentare un valido supporto.
Al contrario è opportuno limitare il consumo di bevande alcoliche, che favoriscono ulteriormente la vasodilatazione e aumentano il rischio di disidratazione.
Come comportarsi durante un malore
Se compare un improvviso episodio di ipotensione in estate, è importante mantenere la calma.
La persona dovrebbe sdraiarsi immediatamente in un luogo fresco, sollevando le gambe con un cuscino o appoggiandole su una sedia.
Questa posizione facilita il ritorno del sangue verso il cuore e il cervello.
Anche gli esercizi isometrici possono risultare utili: stringere ripetutamente i pugni oppure contrarre con forza i muscoli delle gambe favorisce temporaneamente l’aumento della pressione arteriosa.
Se i sintomi non migliorano rapidamente, se compare perdita di coscienza o se il malore interessa una persona anziana o con patologie croniche, è fondamentale richiedere assistenza medica.
Chi è più a rischio?
L’ipotensione in estate può interessare chiunque, ma alcune categorie risultano particolarmente vulnerabili.
Tra queste troviamo:
- anziani;
- donne in gravidanza;
- persone molto magre;
- soggetti che assumono farmaci antipertensivi o diuretici;
- chi pratica intensa attività sportiva;
- lavoratori esposti al sole;
- persone con diabete o malattie cardiovascolari.
Anche chi soffre di patologie renali croniche dovrebbe prestare particolare attenzione alla corretta idratazione durante i mesi estivi, seguendo sempre le indicazioni del proprio nefrologo.
L’alimentazione può aiutare a mantenere stabile la pressione
La dieta svolge un ruolo importante nella prevenzione dell’ipotensione in estate.
Frutta e verdura ricche di acqua e minerali contribuiscono a reintegrare ciò che il corpo perde attraverso il sudore.
Tra gli alimenti particolarmente indicati troviamo:
- anguria;
- melone;
- albicocche;
- banane;
- cetrioli;
- pomodori;
- pesche;
- zucchine.
Questi alimenti apportano acqua, potassio, magnesio e vitamine preziose per affrontare le giornate più calde.
Liquirizia e sale: funzionano davvero?
Tra i rimedi tradizionali più conosciuti troviamo la liquirizia e il sale.
La liquirizia, grazie alla glicirrizina, può favorire un temporaneo aumento della pressione arteriosa. Tuttavia non è adatta a tutti e deve essere evitata da chi soffre di ipertensione, insufficienza cardiaca o malattie renali.
Anche assumere una piccola quantità di sale può determinare un temporaneo aumento della pressione, ma questo consiglio non è valido per tutti e deve essere valutato insieme al proprio medico.
È sempre preferibile evitare il fai-da-te e affidarsi alle indicazioni dello specialista.
Alcuni piccoli accorgimenti possono fare la differenza
Quando le temperature sono molto elevate è utile modificare alcune abitudini quotidiane.
Se si rimane sdraiati al mare o sul lettino prendisole, è consigliabile evitare di alzarsi improvvisamente. Meglio sedersi per qualche secondo e poi mettersi in piedi lentamente.
Anche cambiare posizione con gradualità dopo essere stati seduti o sdraiati a lungo riduce il rischio di vertigini.
Camminare favorisce il ritorno venoso e migliora la circolazione, mentre restare immobili troppo a lungo, sia in piedi sia seduti, può accentuare il calo pressorio.
Durante le giornate più afose è inoltre utile rinfrescare frequentemente polsi, collo, caviglie e viso con acqua fresca.
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