Chirurgia del Gomito

La chirurgia del gomito è effettuata dal Centro di Alta Complessità Ortopedica del Gruppo NefroCenter con percorsi personalizzati ed un’équipe esperta di professionisti di alto profilo internazionale.

Chirurgia del Gomito al Centro di Alta Complessità Ortopedica

La chirurgia del gomito è effettuata dal Centro di Alta Complessità Ortopedica del gruppo Nefrocenter. E’ necessaria per patologie che possono limitare in modo importante la vita quotidiana: dolore persistente, rigidità, perdita di forza, instabilità, esiti di fratture, compressioni nervose o degenerazione articolare. Il gomito è un’articolazione meno “visibile” della spalla o del ginocchio, ma fondamentale per gesti semplici come portare la mano alla bocca, vestirsi, lavarsi, scrivere, lavorare o praticare sport.

Il percorso per arrivare alla chirurgia del gomito parte dall’individuare la causa del problema, valutare se sia possibile un trattamento conservativo e, quando necessario, pianificare un intervento chirurgico mirato.

La chirurgia del gomito richiede competenze specifiche, perché l’articolazione è complessa, vicina a strutture nervose delicate e particolarmente soggetta a rigidità dopo traumi o interventi. Per questo il percorso deve essere personalizzato e seguito da un’équipe esperta.

Come funziona il gomito 

Il gomito è un’articolazione complessa formata da tre ossa: omero, radio e ulna. In realtà, al suo interno convivono tre articolazioni: omero-ulnare, omero-radiale e radio-ulnare prossimale.

Questa struttura consente due movimenti fondamentali. Il primo è la flessione-estensione, cioè piegare e distendere il braccio. Il secondo è la prono-supinazione, che permette di ruotare l’avambraccio e orientare il palmo della mano verso l’alto o verso il basso.

La stabilità del gomito dipende dai legamenti collaterali mediale e laterale, dalla congruenza delle superfici articolari e dall’equilibrio dei muscoli che agiscono sull’avambraccio. Un ruolo importante è svolto anche dal nervo ulnare, che passa nella regione del tunnel cubitale ed è particolarmente esposto a compressioni.

Quando una di queste strutture si altera, possono comparire dolore, formicolio, perdita di forza, blocchi articolari o difficoltà nei movimenti. Anche una piccola limitazione del gomito può avere un forte impatto sulla qualità della vita, perché impedisce gesti essenziali e riduce l’autonomia.

Le principali patologie trattate nella chirurgia del gomito

Epicondilite ed epitrocleite

L’epicondilite, nota anche come gomito del tennista, e l’epitrocleite, chiamata gomito del golfista, sono tendinopatie che interessano rispettivamente la parte laterale e mediale del gomito. Provocano dolore nei movimenti di presa, sollevamento o torsione. Nella maggior parte dei casi si trattano con fisioterapia, terapie fisiche, infiltrazioni e modifica delle attività. La chirurgia viene valutata quando il dolore persiste nonostante un percorso conservativo adeguato.

Instabilità del gomito

L’instabilità del gomito si verifica quando l’articolazione perde la sua normale stabilità. Può essere laterale, mediale o complessa, spesso dopo traumi, lussazioni o lesioni legamentose. Il paziente può avvertire cedimenti, dolore, sensazione di insicurezza e difficoltà nei movimenti sotto carico. Nei casi più gravi può essere necessaria una ricostruzione legamentosa.

Lussazioni semplici e complesse

La lussazione del gomito è la perdita dei normali rapporti articolari. Può essere semplice, quando non si associa a fratture, oppure complessa. Una delle forme più delicate è la cosiddetta “terrible triad”, che comprende lussazione, frattura del capitello radiale e frattura della coronoide. In questi casi il trattamento deve ristabilire stabilità articolare e movimento.

Fratture del gomito

Le fratture possono interessare omero distale, capitello radiale, olecrano o coronoide. Possono derivare da cadute, incidenti sportivi o traumi ad alta energia. La scelta tra trattamento conservativo e chirurgico dipende dal tipo di frattura, dallo spostamento dei frammenti e dalla stabilità dell’articolazione. L’obiettivo è favorire una guarigione corretta e prevenire rigidità.

Artrosi del gomito ed esiti reumatologici

L’artrosi del gomito è meno frequente rispetto ad altre articolazioni, ma può causare dolore, rigidità e riduzione del movimento. Può comparire dopo traumi, sovraccarico lavorativo, attività sportiva intensa o malattie reumatologiche. Nei casi iniziali si può intervenire con trattamenti conservativi; nelle forme avanzate può essere indicata la chirurgia o, in casi selezionati, la protesi di gomito.

Sindrome del tunnel cubitale

La sindrome del tunnel cubitale è causata dalla compressione del nervo ulnare al gomito. Può provocare formicolio al quarto e quinto dito, dolore, perdita di sensibilità e riduzione della forza della mano. Quando i sintomi persistono o peggiorano, può essere indicata la decompressione chirurgica del nervo, talvolta associata a trasposizione anteriore.

Tendinopatia distale del bicipite

La tendinopatia o rottura del tendine distale del bicipite può compromettere la forza in flessione e supinazione dell’avambraccio. È una condizione più frequente negli adulti attivi e può richiedere trattamento chirurgico, soprattutto nei casi di rottura completa o perdita significativa di funzione.

Rigidità post-traumatica

Dopo fratture, lussazioni o interventi chirurgici, il gomito può sviluppare rigidità. È una delle complicanze più frequenti di questa articolazione. La riabilitazione precoce e ben guidata è fondamentale. Nei casi più severi, quando il movimento resta molto limitato, può essere necessario un intervento di artrolisi per liberare l’articolazione.

Le tecniche chirurgiche utilizzate

La chirurgia del gomito nel Centro di Alta Complessità Ortopedica comprende procedure diverse, scelte in base alla patologia, alla gravità del quadro clinico, all’età, all’attività del paziente e agli obiettivi funzionali.

L’artroscopia del gomito è una tecnica mini-invasiva indicata in alcune forme di rigidità, nella rimozione di corpi liberi articolari, nel trattamento di conflitti meccanici e in alcuni quadri di artrosi iniziale. Consente di lavorare attraverso piccole incisioni, riducendo l’impatto sui tessuti, ma richiede grande esperienza per la vicinanza di nervi e vasi.

La chirurgia mini-invasiva per epicondilite ed epitrocleite resistenti al trattamento conservativo mira a trattare il tessuto tendineo degenerato e favorire la ripresa della funzione. È indicata solo dopo un percorso non chirurgico adeguato e documentato.

Nelle instabilità del gomito possono essere necessarie ricostruzioni legamentose, come quelle del legamento collaterale ulnare o del complesso laterale. Queste procedure servono a ristabilire stabilità e controllo articolare.

Le fratture-lussazioni complesse richiedono spesso un approccio combinato: ricostruzione del capitello radiale, fissazione della coronoide e riparazione dei legamenti. Nei traumi più severi possono essere necessarie soluzioni altamente specialistiche, fino al reimpianto meccanico-funzionale del gomito gravemente traumatizzato, tecnica documentata nei percorsi clinici del Gruppo NefroCenter.

La protesi totale o parziale di gomito viene valutata nelle artrosi avanzate, nelle fratture non ricostruibili o negli esiti reumatologici. È una procedura complessa, riservata a casi selezionati.

La decompressione del nervo ulnare, con eventuale trasposizione anteriore, è indicata nella sindrome del tunnel cubitale quando la compressione nervosa causa sintomi persistenti o deficit funzionali.

L’equipe di Chirurgia del Gomito del Gruppo NefroCenter

La chirurgia del gomito richiede un lavoro coordinato tra più specialisti. Chirurgo ortopedico, anestesista, fisiatra e fisioterapista partecipano a un percorso condiviso, dalla diagnosi alla riabilitazione.

All’interno del Gruppo NefroCenter, il Prof. Raffaele Russo è specialista di riferimento per la chirurgia del gomito e della spalla. Chirurgo ortopedico con esperienza specifica nella gestione di instabilità, traumatologia complessa, lesioni articolari e ricostruzioni avanzate, si inserisce nel modello del Centro di Alta Complessità Ortopedica del gruppo NefroCenter.

Il percorso non si limita all’intervento chirurgico. La valutazione pre-operatoria, la scelta della tecnica, la gestione del dolore, il follow-up e la riabilitazione sono parti dello stesso progetto di cura.

Il percorso del paziente

Il percorso inizia con una visita specialistica ortopedica. Durante il consulto vengono valutati dolore, limitazione funzionale, eventuali traumi precedenti, attività lavorativa o sportiva e terapie già eseguite. È utile portare radiografie, risonanze, TAC, ecografie, elettromiografie e referti precedenti.

Dopo la visita, lo specialista può indicare ulteriori esami. La radiografia permette di valutare ossa e articolazione. La TAC è utile nelle fratture complesse e nella pianificazione chirurgica. La risonanza magnetica consente di studiare legamenti, tendini e tessuti molli. L’ecografia può essere indicata per tendini e muscoli. L’elettromiografia è importante quando si sospetta una compressione nervosa, come nella sindrome del tunnel cubitale.

La valutazione terapeutica distingue tra trattamento conservativo e chirurgico. Molte patologie del gomito possono migliorare con fisioterapia, terapie fisiche, infiltrazioni, tutori o modifica delle attività. La chirurgia viene presa in considerazione quando il dolore persiste, la funzione è compromessa o la lesione richiede stabilizzazione.

Prima dell’intervento il paziente esegue il pre-ricovero, con esami di routine e valutazione anestesiologica. Gli interventi più semplici possono essere eseguiti in day surgery, mentre procedure complesse, ricostruzioni o protesi richiedono ricovero ordinario.

I tempi chirurgici variano. Una procedura mini-invasiva per epicondilite può durare circa 30-45 minuti. Una ricostruzione legamentosa può richiedere 1-1,5 ore. Una protesi di gomito può durare 2-3 ore, in base alla complessità.

Dopo la dimissione sono previsti controlli e un protocollo riabilitativo. Nel gomito la riabilitazione è particolarmente importante, perché la rigidità è una complicanza frequente. Il recupero deve essere graduale, monitorato e adattato alla procedura eseguita.

FAQ sulla chirurgia del gomito

Quando è necessario operare il gomito?

L’intervento viene valutato quando dolore, instabilità, rigidità o perdita di funzione non migliorano con terapie conservative oppure quando la lesione è troppo grave per guarire correttamente senza chirurgia. La decisione dipende da diagnosi, esami e condizioni del paziente.

Quanto dura un intervento di chirurgia del gomito?

La durata varia in base alla procedura. Interventi mini-invasivi possono durare meno di un’ora, mentre ricostruzioni legamentose, fratture complesse o protesi richiedono tempi più lunghi. Lo specialista fornisce una stima dopo la valutazione clinica.

L’intervento in artroscopia del gomito è doloroso?

L’artroscopia è mini-invasiva, ma un certo dolore post-operatorio può essere presente. Viene gestito con terapia farmacologica e protocolli dedicati. Il recupero dipende dalla patologia trattata e dalla risposta individuale.

Quanto tempo serve per recuperare dopo un intervento al gomito?

Il recupero può variare da poche settimane a diversi mesi. Le procedure semplici hanno tempi più brevi, mentre fratture complesse, ricostruzioni o protesi richiedono un percorso riabilitativo più lungo e strutturato.

Quando posso tornare al lavoro dopo l’intervento al gomito?

Dipende dal tipo di lavoro. Le attività leggere o d’ufficio possono riprendere prima, mentre lavori manuali, sportivi o con carichi richiedono tempi maggiori. Il ritorno viene stabilito durante i controlli post-operatori.

Posso tornare a praticare sport dopo la chirurgia del gomito?

In molti casi sì, ma il ritorno allo sport deve essere graduale e autorizzato dallo specialista. Dipende dal tipo di intervento, dallo sport praticato e dal recupero di forza, stabilità e mobilità.

Quanto dura una protesi di gomito?

La durata di una protesi di gomito dipende da età, qualità dell’osso, tipo di impianto, attività del paziente e controlli nel tempo. È importante seguire le indicazioni dello specialista e rispettare eventuali limitazioni funzionali.

Come si prenota una visita con il Prof. Russo per un problema al gomito?

È possibile contattare il Gruppo NefroCenter indicando il problema al gomito e la sede preferita. La segreteria fornisce informazioni su disponibilità, documentazione da portare e percorso più indicato.

È possibile ottenere una seconda opinione prima di operarsi?

Sì. Una seconda opinione è utile quando il paziente ha già ricevuto una diagnosi o una proposta chirurgica e desidera chiarire indicazioni, alternative e tempi di recupero.

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