Marco Mengoni e il dismorfismo corporeo: in cosa consiste il disturbo

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Marco Mengoni racconta del suo rapporto col dismorfismo corporeo, disturbo che provoca eccessiva preoccupazione per i propri difetti fisici

Marco Mengoni ha raccontato di soffrire di dismorfismo. Un disturbo corporeo contraddistinto da una eccessiva preoccupazione per i propri difetti fisici. Questo tipo di preoccupazione causa sofferenza clinicamente significativa, che a sua volta ingenera comportamenti eccessivi.

L’artista nativo della Tuscia ha parlato di questo suo disturbo. Facendo riferimento anche a un simile comportamento da parte di sua madre e di alcune zie. Un disagio che – ha rivelato il cantante – le induceva «a non indossare mai gonne perché ritenevano di non avere belle gambe». Atteggiamenti che hanno influito su Marco Mengoni, che ha individuato le origini di questo disturbo anche nel periodo della sua adolescenza. Pesava oltre 100 chili ed era convinto di non piacere.

Il dismorfismo può essere legato non solo al peso, ma anche ad altre caratteristiche fisiche ritenute negative da un individuo. Questo disturbo può portare anche a patologie serie che possono sfociare anche in gravi disturbi dell’alimentazione o alla depressione.

In tal senso, Mengoni ha sottolineato l’importanza del lavoro fatto su se stesso, contraddistinto anche da un importante percorso di psicoterapia. Così come la musica è stata fondamentale, quasi una cura per i momenti difficili della sua vita.

Marco Mengoni sarà co-conduttore di Sanremo con Amadeus. Il cantautore prenderà parte alla prima serata non come concorrente, ma affiancando il direttore artistico del Festival sul palco dell’Ariston. La malattia di Marco Mengoni fortunatamente non ha rappresentato un ostacolo alla sua carriera, ma l’artista ne ha parlato nel corso di varie interviste. La sua nuova presenza sul palco di Sanremo dimostra come l’artista, che il Festival lo ha anche vinto come cantante, può dare un messaggio positivo a chi si lascia condizionare dal dismorfismo.

Cos’è il dismorfismo corporeo?

Questo tipo di disturbo può portare addirittura all’incapacità di un individuo di percepire la reale immagine di sé. L’attenzione della persona può focalizzarsi su una parte del corpo o su più difetti fisici, vissuti anche con notevole disagio. La reazione è quella di nascondere la parte del corpo ritenuta “poco gradevole” o anche di controllarla senza soluzione di continuità. Al punto da renderla una vera e propria ossessione. E un solo piccolo difetto può far sentire l’individuo affetto da dismorfismo come totalmente inadeguato.

Oltre all’origine familiare, così come nel caso di Marco Mengoni, questo disturbo può insorgere per altre cause. Ad esempio un episodio traumatico passato nel caso di persone vittime di bullismo o del cosiddetto body shaming.

Un segnale del possibile disturbo può essere il continuo confronto estetico e fisico con gli altri. Un senso di inadeguatezza che porta anche a evitare le situazioni sociali. O anche a pensare che altre persone possano giudicare in maniera negativa una particolare caratteristica fisica. In casi estremi, la mancata accettazione di sé porta a considerare la chirurgia estetica come principale o unico rimedio. Salvo poi finire in una sorta di dipendenza da questo tipo di interventi.

Come trattare il dismorfismo corporeo

Una diagnosi precoce, dunque l’individuazione di possibili segnali, contribuisce a trattare adeguatamente questo disturbo. Anche perché il dismorfismo può sfociare in sintomo di disturbo della personalità o di disturbi della condotta alimentare.

Lo specialista da consultare è uno psicodiagnosta (psichiatra o psicoterapeuta) che individui la presenza di disfunzionalità a carico della personalità. In base a queste ultime, imposterà un adeguato percorso psicoterapeutico integrato da terapia psicofarmacologica. Nel caso di disturbi alimentari, risulta importante il supporto – in sinergia e cooperazione – del nutrizionista e/o del diabetologo che integrino le cure per quanto di propria competenza.

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