ProBioEtica, i nostri ritrovati nutraceutici di origine interamente vegetale

Descrizione

Location: Italia

Bando: Accordi per l’innovazione – Fabbrica Intelligente, Agrifood, Scienze della vita – procedura negoziale

Nome Progetto: ProBioEtica, Prodotti nutraceutici di origine vegetale

Anno: 2021

Sintesi

L’impresa La. Fa.Re S.r.l, da anni impegnata in attività di ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti farmaceutici, vanta una notevole esperienza nel settore “Ricerca e Sviluppo”, grazie anche alla costante collaborazione con importanti organismi di ricerca di rilievo nazionale. 

Con la realizzazione del presente progetto, la Società intende introdurre nel comparto di intervento, prodotti nutraceutici innovativi di origine vegetale, partendo dalla realizzazione di un notevole miglioramento di processo di coltivazione/produzione di specifiche colture biologiche e naturali. 

Data la recente attenzione dei consumatori all’alimentazione ed al benessere psico-fisico, diviene sempre crescente e centrale il bisogno di mantenere e promuovere la salute. Stando ai dati diffusi da FederSalus durante la XX Convention (Cfr. Censis, Il valore sociale dell’integratore alimentare, Roma, 20 giugno 2019 – www.federsalus.it/wp-content/uploads/2019/06/Rapporto-Censis-definitivo-1.pdf), l’industria nutraceutica italiana è la più grande in Europa, con una quota di mercato pari a circa il 23%, seguita da Germania (13% di quota di mercato), Francia (9%), e Regno Unito (8%); per l’82% dei consumatori italiani di nutraceutici, la raccomandazione arriva proprio da medici e farmacisti. Nel nostro Paese, il suddetto segmento di mercato, all’interno del canale farmacia, corrisponde a circa 2,9 miliardi di euro, per un +4,5% rispetto all’anno precedente (dati Iqvia aggiornati a luglio 2019). Il consumo medio pro-capite è di 2,5 confezioni di nutraceutici all’anno, registrando – con una spesa di circa 41 euro a persona – il primato in Europa, davanti a Belgio ed Austria, con una spesa media annuale di circa 33 euro, e Germania, con 21 euro di spesa media/anno. Tali dati confermano, pertanto, un mercato in continua e costante espansione. Il progressivo incremento dei consumi di prodotti salutari impone, tuttavia, l’attenzione ad una maggiore sostenibilità dei sistemi colturali per garantire il raggiungimento degli obiettivi di efficienza d’uso delle risorse impiegate nel processo produttivo, e la riduzione dell’impatto ambientale. 

La proposta progettuale si inserisce, dunque, in tale contesto, ed è finalizzata ad incentivare la crescita economica del mercato di riferimento, promuovendo un miglioramento degli standard qualitativi e sostenibili dal punto di vista ambientale ed una maggiore consapevolezza ed attenzione nei confronti della salute umana. Difatti, la soluzione tecnologica proposta è tesa all’ottimizzazione delle metodologie e tecniche biotecnologiche per la realizzazione di nuovi nutraceutici naturali, ed è, pertanto, contraddistinta da un elevato grado di avanzamento tecnologico, capace di supportare l’innovazione sia in agricoltura in termini di processi di coltivazione delle materie prime, sia nell’industria in termini di prodotto finito. Il progetto risponde, altresì, ai criteri dell’economia circolare, assicurando la sostenibilità della produzione industriale in base ai principi fondamentali della green-economy. 

Con la realizzazione delle attività di R&S, la La.Fa.Re. S.r.l. stima di poter disporre di uno o più prodotti innovativi da immettere in un mercato in forte crescita come quello dei nutraceutici, trovando applicazione nell’ambito della prevenzione di patologie croniche come il diabete di tipo 2, l’obesità e altre malattie metaboliche e/o intolleranze alimentari (cfr. celiachia). 

Nel corso degli anni, le numerose evidenze scientifiche sulla relazione esistente fra nutrizione e malattie invalidanti, inducono i ricercatori a focalizzare l’interesse verso modelli alimentari o componenti della dieta capaci di prevenire e sostenere un buono stato di salute. 

Ciò premesso, la soluzione prospettata al termine della conduzione delle diverse fasi progettuali – in ragione del suo elevato grado di avanzamento tecnologico – mira, in ultima battuta, alla valorizzazione dell’innovazione nell’industria dal canto del processo, del prodotto ma anche e soprattutto della risposta alle esigenze dei consumatori finali. Inoltre, anche in riferimento al sistema competitivo della Società, non si rilevano concorrenti diretti, essendo la strategia della proponente diversificata da quella di altri operatori del comparto, in quanto basata sull’utilizzo di un metodo scientifico, e di una tecnologia più avanzata, quale diretto risultato delle attività di R&S svolte. 

Pertanto, l’industrializzazione dei prodotti auspicati con il presente progetto, frutto dei processi che si intende migliorare, è diretta non solo a favorire l’ingresso della Società nel mercato degli alimenti nutraceutici, ma anche un notevole impatto industriale per gli altri operatori del settore, che potranno beneficiare delle innovazioni introdotte.

Concorre a definire e consolidare l’innovazione l’analisi sperimentale di tutto il processo, a partire dalla fase di individuazione e coltivazione delle materie prime, fino all’attività di testing produttivo in ambiente reale, passando per lo studio della migliore formulazione del prodotto nutraceutico (capsula, compressa, liofilizzato, shape, farine, prodotti farinacei, ecc.). Particolare importanza riveste, poi, il test clinico dei prodotti formulati su gruppi di soggetti, sia sani, sia diabetici che dializzati, orientato ad attestare, con metodo scientifico, l’effettivo effetto salutistico dei prodotti concretizzati. A tal fine, sono previste, specificamente, un’attività di ricerca riconducibile allo studio del protocollo di selezione dei pazienti dializzati e diabetici, e un’attività di sviluppo sperimentale ascrivibile al monitoraggio dell’effetto dei trials sui pazienti. Tali test pre e post assunzione dei prodotti (che si prevede di effettuare su 4 gruppi di persone, ovvero soggetti sani, soggetti affetti da diabete 2, soggetti nefropatici dializzati e soggetti diabetici dializzati), sono, pertanto, rivolti a verificare l’efficacia degli stessi, anche in ragione del fatto che i nutraceutici già disponibili sul mercato non hanno un effetto monitorato e saggiato con metodo scientifico.

Alla luce di quanto sopradetto, il progetto di R&S, andando ad interessare non solo il comparto descritto ma anche altri segmenti del mercato, determina un forte interesse industriale, grazie alla capacità della proponente di rispondere in modo scalabile e flessibile alle esigenze del mercato, con prodotti contrassegnati da sperimentazione ed evidenza scientifica. In questo percorso di innovazione, il ruolo dei partner scientifici diventa fondamentale, per poter conseguire un effetto moltiplicativo e positivo sia sul territorio nazionale che internazionale. Tale interesse sarà chiaramente crescente negli anni, viaggiando di pari passo con la diffusione dei risultati del progetto.

In linea generale, l’attuazione dell’investimento in questione concorre ad un ampliamento dell’offerta attuale della proponente, auspicando, dalle attività di R&S, l’avvio di nuove linee di produzione e, conseguentemente, l’incremento del proprio volume di affari, nonché del proprio potere concorrenziale. Dietro tali aspetti si cela, altresì, un incremento dell’occupazione anche come effetto indiretto, con la creazione di nuovi posti di lavoro scaturiti dalla necessità di implementare maggiori risorse, sia direttamente nelle attività di Ricerca e Sviluppo, sia indirettamente nell’ambito della produzione, diffusione e commercializzazione dei prodotti, per il settore di riferimento e, allo stesso tempo, per il territorio. Come già riferito, il mercato della nutraceutica è, attualmente, in un momento di forte ascesa, e tale tendenza, in base alle analisi di mercato, continuerà anche in futuro, in considerazione del fatto che si registra un’attenzione particolare del consumatore finale verso prodotti altamente salutistici. Pertanto, la strategia della proponente consiste nella messa a punto di una filiera industriale più innovativa, efficiente e competitiva, atta a riconciliare la sicurezza alimentare con la sostenibilità produttiva. Si tratta di elementi che susciteranno verosimilmente l’interesse anche di investitori esteri, garantendo la possibilità di rappresentare un modello da perseguire e, pertanto, applicabile in altri contesti territoriali, replicabile da altri players del comparto.

In conclusione, con la messa a punto del presente progetto, la proponente, volge ad ampliare l’offerta della produzione relativamente agli alimenti nutraceutici e, eventualmente, rafforzare la presenza di prodotti italiani anche all’estero. Il vantaggio, in tal senso, risiede nella capacità di produrre e commercializzare prodotti nutraceutici di alta qualità, differenziati sia per modalità di coltivazione delle materie prime, sia per tipologia di produzione, nonché, profilati per target diversi di consumatori (diabetici, dializzati, celiaci, sportivi etc.) il cui effetto salutistico sarà verificato e monitorato sulla base di un riconosciuto metodo scientifico.

La presente proposta progettuale è finalizzata allo studio ed alla sperimentazione di nuove metodiche biotecnologiche afferenti al settore “Agrifood”, strumentali alla realizzazione di alimenti funzionali e prodotti nutraceutici altamente salutistici, caratterizzati da componenti nutritive biologiche e naturali. Le attività di R&S tendono, nel loro complesso, al notevole miglioramento dei processi produttivi attualmente disponibili – soprattutto in termini di qualità e sostenibilità – prevedendo, in coerenza con il regime della “lotta integrata”, un considerevole abbassamento dell’utilizzo di fitofarmaci nella coltivazione delle materie prime alla base dei nutraceutici e, in linea con i principi dell’economia circolare, tecniche innovative di coltivazione sostenibile. In particolare, al fine di sviluppare “innovazioni biotecnologiche” perfettamente rispondenti alle attuali sfide della sostenibilità e della sicurezza alimentare, ed ottenere, al contempo, un prodotto esente da residui di fertilizzanti e pesticidi di origine sintetica, il progetto mira: 

  • in primo luogo, all’analisi di colture ad elevato valore nutrizionale, come leguminose, amidacee e piante officinali, potenzialmente funzionali alla formulazione di nutraceutici; 
  • in secondo luogo, alla definizione di specifici protocolli per la salvaguardia delle colture individuate e all’implementazione di metodologie di coltivazione e tecniche innovative di produzione in grado di impiegare biostimolanti vegetali e repellenti naturali, appositamente valutati tra quelli sussistenti in commercio e/o concepiti e realizzati;
  • in terzo luogo, alla formulazione e sperimentazione di nuovi nutraceutici di origine biologica, con particolare riguardo alla creazione di farine speciali e lieviti, per la produzione di alimenti proteici ed amidacei gluten free sotto forma di shape, barrette, o sfarinati; e prodotti disidratati e liofilizzati derivati da erbe alimentari.

A partire, quindi, dallo sviluppo di metodologie d’impiego e protocolli di applicazione atti a ridurre l’utilizzo di sostanze chimiche e l’impatto ambientale delle pratiche agricole, il progetto prevede il miglioramento e l’ottenimento di ingredienti ad elevato valore nutrizionale, nonché di nuovi composti nutraceutici, esclusivamente vegetali, contenenti una combinazione bilanciata e adeguata di nutrienti, efficaci sia a scopo preventivo che di supporto per il trattamento di alcune patologie, quali: intolleranze e/o carenze alimentari; diabete ed altre patologie, come quelle nefrologiche; diete specifiche; e bisogni legati all’attività sportiva. 

Propedeuticamente al raggiungimento dei suddetti risultati, le attività di R&S previste dalla proponente si sostanziano, innanzitutto, nell’analisi delle tecniche, basate sul priming del seme, finalizzate a migliorarne la germinabilità, e nella conduzione di trattamenti eseguiti direttamente sul germoglio, utili ad individuare le tempistiche più idonee all’applicazione di biostimolanti, per la massimizzazione della risposta benefica in termini di resa. Nel rispetto della sostenibilità ambientale e del paradigma dell’economia circolare, la fase di identificazione e valutazione delle metodologie di coltivazione contempla, in sostituzione dei pesticidi di origine sintetica, il ricorso a sostanze naturali ad azione antimicrobica, parassiticida e fitoterapica, per ridurre l’impiego di molecole di sintesi, contrastare l’insorgenza di resistenza verso molecole utili e promuovere una maggiore salubrità dei prodotti finiti destinati all’alimentazione umana. 

Principale scopo è, da un lato, recuperare gli scarti vegetali delle colture per la produzione di lieviti madre, dall’altro, utilizzare colture spontanee e piante officinali come complementi integrativi sotto forma di disidratati e liofilizzati, ricorrendo, a tal fine, all’adozione di tecniche di micropropagazione per antropizzazione. 

Relativamente allo scenario di riferimento del settore di appartenenza – quello dei nutraceutici, degli alimenti funzionali e degli integratori – e alle direttrici di sviluppo del mercato, l’idea progettuale presuppone, dunque, una “innovazione sostenibile”, prima in termini di processo e, di conseguenza, anche in termini di prodotto, per rispondere prontamente e, in maniera più mirata, alle esigenze espresse dai consumatori finali. Negli ultimi anni, infatti, lo sviluppo della cultura della prevenzione e del benessere sta generando un notevole cambiamento delle aspettative dei possibili pazienti/fruitori, effetto, principalmente, di una maggiore attenzione alla “prevenzione attiva”. L’aspetto salutistico del prodotto rappresenta uno dei criteri più importanti nelle scelte di acquisto, soprattutto nel caso degli alimenti nutrizionalmente e funzionalmente migliorati. All’interno di questo quadro, la ricerca scientifica identifica una grande varietà di composti bioattivi (nutraceutici) di diversa origine, ai quali è riconosciuto un ruolo nella prevenzione di numerose patologie (aterosclerosi, patologie cardiovascolari, neurodegenerative, intestinali croniche) grazie alle loro attività funzionali antiossidanti, antinfiammatorie e antitumorali. Inoltre, sulla base degli attuali aspetti regolatori – in Italia, come in altre parti del Vecchio continente – la complessità sperimentale associata allo sviluppo del farmaco è, spesso, presente solo in minima parte nel processo di creazione dei nutraceutici. Questi ultimi, rientrando nella categoria degli integratori alimentari, sono immessi in commercio dopo notifica al Ministero della Salute ed utilizzati, solitamente, in assenza di una specifica sperimentazione clinica. 

In Italia, così come in Europa, la progressiva innovazione continua, però, ad aumentare il valore dell’offerta, supportando costantemente la crescita; il volume di vendita di prodotti “salutistici” e “dietetici speciali”, nonché di prodotti biologici, o vegani, senza glutine, lattosio, o zuccheri aggiunti, registra un considerevole aumento. Il Paese, in particolare, risulta primo in Europa per spesa pro-capite di nutraceutici, vantando una spesa media di 41 euro all’anno contro i 28 euro dell’UE. Inoltre, il rapporto previsionale operato dagli specialisti del “Transparency Market Research”, riferibile al periodo 2016-2024, fotografa un incremento generale dei consumi degli alimenti nutraceutici, dei cibi funzionali e degli integratori. 

Con la realizzazione delle attività progettuali in questione, la proponente intende, pertanto, ampliare ed implementare una linea di prodotti di elevata qualità, differenziati sia per le modalità di coltivazione delle materie prime, sia per la tipologia di produzione, ed avanti la caratteristica di migliorare la risposta clinica di diversi target di consumatori, quali celiaci, vegetariani, sportivi, ma soprattutto, dializzati e diabetici. Nello specifico, oltre alle formulazioni a base di principi attivi e materie prime del tutto naturali, ad elevata efficacia e sicurezza, la diversificazione e, dunque, il valore aggiunto del prodotto finale, rispetto ai tradizionali nutraceutici presenti sul mercato, risiede nei seguenti aspetti: 

  • nello sviluppo sostenibile di specifiche colture finalizzate alla produzione di risorse che, selezionate appositamente, possono contribuire ad una alimentazione integrativa; 
  • nella sperimentazione della tecnica di micro-incapsulamento, volta ad unire componenti funzionali non sempre reciprocamente compatibili all’interno di un medesimo prodotto ed al miglioramento delle caratteristiche e delle proprietà organolettiche dello stesso;
  • nella conduzione di “trials clinici” su gruppi di persone, atti a comprovare la possibile attività salutistica del nutraceutico, e la sicurezza d’uso in termini di determinazione del beneficio associato alla sua somministrazione. 

Infine, sebbene il progetto presupponga attività di ricerca e sperimentazione, strettamente correlate a colture totalmente naturali, uno dei principali elementi di differenziazione alla base della produzione dei nutraceutici finali è la caratterizzazione e la valutazione del potenziale impiego del mais blu per poter contrastare le problematiche attinenti al sistema cardiovascolare. Esso costituisce, infatti, un elemento non convenzionale, con caratteristiche nutrizionali ed organolettiche tali da impattare positivamente sulla salute umana, ancora poco adoperato dal mercato, nella produzione di alimenti salutistici, destinati a specifici target di utenza.