Obesità infantile e rischio diabete, i consigli di Nefrocenter per la prevenzione

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Obesità infantile, un problema molto diffuso in Italia. I consigli di Nefrocenter su educazione alimentare e prevenzione

L’Italia è una delle nazioni in cui è più diffuso il problema dell’obesità infantile. Secondo le ricerche dell’Istituto Superiore di Sanità, la percentuale di bambini e bambine in sovrappeso supera il 20%. Alta anche la percentuale dei bimbi obesi (circa il 10%), mentre i gravemente obesi superano il 2%.

La differenza tra sovrappeso e obeso

C’è da fare una iniziale distinzione tra sovrappeso e obeso, che riguarda la gravità del problema. Per gli adulti la distinzione viene fatta secondo il cosiddetto “indice di massa corporea”. Si tratta del rapporto tra peso e statura e si calcola dividendo il peso in kg per il quadrato dell’altezza in metri. Se l’IMC supera 25 si parla di sovrappeso; se supera 30 si parla di obesità.

Per i bambini si fa invece riferimento alla curva dei centili utilizzata dai pediatri. Oltre l’85° centile si parla di sovrappeso; oltre il 97° c’è invece obesità.

Fattori e cause scatenanti dell’obesità infantile

Le ricerche hanno messo in relazione l’obesità infantile con una serie di fattori che possono favorirla. La mancanza di un’adeguata attività fisica, la sedentarietà dovuta alla eccessiva fruizione di tv e device, un numero insufficiente di ore di sonno.

Incidono notevolmente anche abitudini alimentari sbagliate, dovute a orari e distribuzione dei pasti oltre al consumo di particolari alimenti. Oltre a questi elementi, esiste anche un fattore di familiarità. Se un bambino ha entrambi i genitori obesi, le possibilità che possa avere lo stesso problema sono molto elevate.

Ci sono però altre cause che, in percentuale minore rispetto alla totalità dei casi, possono essere alla base dell’obesità infantile. In primis alcune sindromi genetiche. Disfunzioni ormonali, evenienza comunque molto rara in età pediatrica. Cure farmacologiche come quelle a base di cortisone, somministrate per lunghi periodi.

Il rischio diabete

I recenti studi sull’obesità infantile hanno riscontrato un nesso con l’aumento di diabete di tipo 2 per questa fascia di età. Questa patologia fino a pochi anni fa veniva riscontrata in casi rarissimi sotto i 18 anni. Secondo gli studiosi, l’obesità in età infantile e adolescenziale può aumentare il rischio di alterazioni del metabolismo glicidico. E dunque la possibilità di insorgenza del diabete di tipo 2 negli anni successivi.

Le abitudini alimentari

Una corretta educazione alimentare è strumento fondamentale di prevenzione e cura dell’obesità in età infantile e pediatrica. Non si tratta di un vero e proprio protocollo di dieta, quanto piuttosto di consigli alimentari volti a eliminare il rischio di obesità.

Si parte in primis da cinque pasti al giorno, in cui distribuire proteine, sali minerali, vitamine, carboidrati, grassi e fibre. Dunque, oltre a colazione, pranzo e cena, i nutrizionisti sottolineano anche l’importanza degli spuntini di metà mattinata e metà pomeriggio. Servono per non far trascorrere troppe ore tra un pasto e l’altro, mantenendo basso il livello di fame. E ciò impedisce di mangiare troppo nel pasto successivo.

Qui di seguito i consigli dei centri di diabetologia Nefrocenter per una corretta alimentazione.

La colazione

Riveste una grande importanza negli schemi relativi al fabbisogno energetico giornaliero. Anche e soprattutto nei bambini. Secondo i nutrizionisti, deve contenere tutti i nutrienti. In tal senso, dunque, è possibile mangiare pane con miele o marmellata. In alternativa prodotti da forno, fette biscottate, cereali o biscotti. In abbinamento, latte o yogurt magro o frutta fresca.

Lo spuntino di mezza mattinata

Rappresenta anche un piccolo momento di pausa dalle attività di chi ad esempio frequenta il nido o la scuola. Si prediligono alimenti leggeri, rapidamente digeribili e dunque con poche calorie, pochi grassi e pochi zuccheri.

Il pranzo

In tante circostanze viene trascurato, spesso a causa di merende troppo abbondanti. Ma è il pasto più importante della giornata. Un pranzo completo adeguato può comprendere un primo, un secondo, un contorno con una verdura cruda o cotta e il pane. Può andare bene anche un piatto unico, accompagnato da pane e una verdura cruda o cotta.

La merenda

Anche in questo caso può rappresentare un momento di pausa dalle attività. Come lo spuntino mattutino, non deve essere troppo calorica, dunque di facile e rapida digestione.

La cena

Sul piano “affettivo” può rappresentare il momento di condivisione per eccellenza in famiglia. Carboidrati e proteine sono i nutrienti che un’adeguata cena deve contenere. Essendo il pasto che chiude la giornata, deve contenere ingredienti digeribili per favorire un sonno migliore.

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